La Curva di Rotazione Universale non si ferma dove finiscono le stelle ma continua anche nelle regioni più remote delle galassie, dominate dalla materia oscura. È questo il risultato di uno studio condotto da Paolo Salucci e collaboratori della SISSA, insieme a Esha Bhatia dell’Indian Institute of Technology, pubblicato sulla rivista “Discover Space”.
La ricerca rafforza uno dei principali modelli utilizzati per descrivere le galassie a spirale e suggerisce che tra materia visibile e materia oscura esistano relazioni molto più profonde di quanto previsto dai modelli attuali. Questa nuovo quadro, suggeriscono gli autori, potrebbe gettare nuova luce sulla formazione delle galassie e dare nuove indicazioni sulla possibile esistenza di una particella di materia oscura non ancora nota ma capace di interagire con quelle della materia ordinaria.
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