I rivelatori di onde gravitazionali esistenti così come quelli futuri saranno in grado di osservare i segnali con una precisione tale da poter rilevare eventuali deviazioni dalla teoria della relatività di Einstein e dal modello standard della fisica delle particelle. Il consorzio internazionale GWSky, di cui fa parte l’istituto triestino, si propone di fornire il necessario quadro teorico per sfruttare appieno questa incredibile capacità strumentale. A questo scopo ha ricevuto in tutto dal Consiglio Europeo della Ricerca 12 milioni di euro.
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