L’ultimo triennio di programmazione di Horizon 2020 metterà a disposizione investimenti in ricerca e innovazione per 30 miliardi di euro e si caratterizzerà per l’introduzione di alcuni fattori di novità che verranno poi rafforzati nella futura programmazione Horizon Europe (2021-27) quali, ad esempio, un sostegno rafforzato alle “breakthrough innovations” con l’introduzione dell’azione pilota European Innovation Council, un incremento degli investimenti a favore dello sviluppo sostenibile e delle iniziative sul clima, una maggiore chiarezza su quanto richiesto in termini di impatto e disseminazione dei risultati.
Il Focus on di questo mese presenta alcune anticipazioni riguardo ai Programmi di Lavoro pubblicati quest’anno dalla Commissione europea.
 

1. Primo Pilastro

Lo European Research Council conferma che, fino all’8 novembre 2018, sarà possibile presentare delle proposte di ricerca nell’ambito del Synergy Grant. Tale Bando presenta le seguenti novità: da un lato, è stato allocato un budget di 400 mln euro per poter finanziare, nel 2019, 20 progetti in più; dall’altro, anche un Principal Investigator (PI) strutturato che lavora in un ente non europeo e non associato potrà partecipare a pieno titolo ed essere beneficiario del grant.

Per quanto riguarda invece il Proof of Concept, viene introdotta un’azione pilota nel budget, ovvero verrà concessa una lump sum di 150.000 euro per ogni grant; inoltre, cambierà la finestra di eleggibilità nel clinical training ricevuto dal PI, con la possibilità di conteggiarne fino ad un massimo di 4 anni.

Nell’ambito del Programma di Lavoro Marie Curie, è stato pubblicato il bando Marie Sklodowska-Curie for researchers at risk, con scadenza il 4 dicembre 2018. La Call mira a facilitare la cooperazione transnazionale tra iniziative e programmi europei e nazionali a sostegno dei ricercatori a rischio, al fine di individuare e condividere le buone pratiche ed elevare lo standard generale di sostegno ai richiedenti.

Qualche novità sarà presente anche nel Programma di Lavoro sulle European Research Infrastructures. In particolare, all’interno della call Development and long-term sustainability of new pan-European research infrastructures è stato inserito un topic dedicato specificatamente ad accelerare l’implementazione del progetto Extreme Light Infrastructure (ELI), già finanziato tramite i fondi strutturali ESIF. La Call, con un budget di 20 mln euro, intende realizzare la sinergia tra fondi diretti della Commissione e fondi ESIF e si è appena aperta, per chiudersi al 29 gennaio 2019. Sempre nell’ambito del Programma sulle Infrastrutture, la call Implementing the European Open Science Cloud presenterà nuove aree di ricerca, che andranno dalle scienze mediche e biologiche, all’energia, all’ICT, alle scienze materiali, fisiche e sociali.

 

2. Secondo Pilastro

Il Programma di Lavoro Nanotechnologies, Advanced Materials, Biotechnology, and Advanced Manufacturing and Processing (NMBP) avrà un budget di 540 mln euro e sarà suddiviso in tre call (Foundations for Tomorrow’s Industry; Transforming European Industry; Industrial Sustainability) e 21 topic. Le scadenze per la submission delle proposte, in base ai diversi topic, sono poste tra gennaio e febbraio 2019.
La vera novità di questo WP è rappresentata dalla call Building a Low-Carbon, Climate Resilient Future: Next-Generation Batteries, afferente alle Cross-cutting activities, che la Commissione ha inserito raggruppando 7 topic sul tema delle batterie, per un budget totale pari a 114 mln euro, con apertura il 24 gennaio 2019 e chiusura il 25 aprile 2019.
Inoltre, sempre all’interno del WP NMBP, si segnalano 6 topic afferenti agli Open Innovation Test Beds: strutture fisiche istituite in almeno tre Stati Membri o Paesi associati che dovranno consentire, soprattutto a PMI, di sperimentare nanotecnologie e materiali avanzati, favorendone lo sviluppo dallo stadio di validazione TRL 4 alla prototipizzazione in ambiente industriale (TRL 7).

 

3. Terzo Pilastro

Il Programma di Lavoro della Sfida Sociale 3 Secure, Clean and Efficient Energy presenta alcune novità. Tra queste, si segnala che in molti topic è stato inserito il riferimento alla Mission Innovation, un’iniziativa dell’Unione Europea, avviata nel 2015 insieme ad altri 23 Paesi, per accelerare l’utilizzo di energia pulita. Nella sezione Smart citizen-centred energy system nel 2019 ci saranno alcuni nuovi sotto-topic, focalizzati sulla flessibilità e commercio al dettaglio per la rete di distribuzione e sulla cooperazione internazionale, in particolare con il Canada e con Paesi non europei consociati alla Mission Innovation. All’interno della sezione Joint Actions, il topic Support to the realisation of the Implementation Plans of the SET plan verrà riproposto anche nel 2019 ma limitato al tema dei combustibili rinnovabili e della bio-energia. Nella sezione Energy Efficiency, all’interno di un topic in particolare (LC-SC3-EE-4-2019-2020), verrà introdotto lo Smart Readiness Indicator (SRI), un indicatore di quanto gli edifici siano predisposti alla “smartness”, ovvero alla capacità di migliorare l’efficienza energetica e le prestazioni complessive.

Il Programma di Lavoro della Sfida Sociale 5 Climate Action, Environment, Resource Efficiency and Raw Materials prevede due call principali, in apertura il 14 novembre 2018. La prima, Building a low-carbon, climate resilient future: climate action in support of the Paris Agreement, prevede nel 2019 l’approfondimento di temi come la decarbonizzazione, l’interrelazione tra cambiamento climatico, biodiversità e servizi ecosistemici, la criosfera. Tra gli obiettivi, quelli di produrre soluzioni tecnologiche per il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi su mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, supportare le politiche e la diplomazia europee in tema di clima, appoggiare gli sforzi dell’UE nell’implementazione dei Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite (in particolare i seguenti: 6. Clean water and sanitation, 11. Sustainable cities and communities, 13. Climate action, 14. Life below water, 15. Life on land). La seconda call, Greening the economy in line with the Sustainable Development Goals, affronterà nel 2019 i temi dell’economia circolare, delle materie prime, del patrimonio culturale e dell’innovazione delle città per la sostenibilità e la resilienza, con vari obiettivi tra i quali quelli di sviluppare nuovi modelli economici circolari concepiti per preservare il valore e l’utilità dei materiali e risorse il più a lungo possibile e assicurare l’approvvigionamento sostenibile di materie prime. Il budget a disposizione sarà di più di 387 mln euro per il 2019 e di più di 380 mln euro nel 2020.

La Sfida Sociale 6 Europe in a changing world - Inclusive, innovative and reflective societies sarà incentrata sui problemi e le sfide poste dalla migrazione, dalla quarta rivoluzione industriale e dalle questioni di governance. Il Programma sarà strutturato in 3 call che racchiudono bandi su 35 diversi topic di ricerca, con un budget totale indicativo di 183 mln euro per il 2019 e 195 mln euro per il 2020. In particolare, la seconda call Socioeconomic and cultural transformations in the context of the fourth industrial revolution presenta 9 topic in totale, di cui 5 dedicati al tema del patrimonio culturale. L’obiettivo della Call è affrontare le sfide legate alle origini e agli effetti socioeconomici e culturali della quarta rivoluzione industriale in Europa, nel contesto della globalizzazione e digitalizzazione. Il Bando è finalizzato a individuare alternative di policy per mitigare o sostenere queste trasformazioni, al fine di promuovere la diversità delle culture e dei legami sociali e i benefici derivanti da tale rivoluzione. La Call sarà pertanto incentrata su progetti di ricerca volti a favorire prosperità sostenibile ed equa, attraverso l’innovazione sociale, culturale e tecnologica, la valutazione scientifica, la co-creazione e le soluzioni dal basso.

In generale, nei progetti candidati al finanziamento Horizon 2020 sarà necessario elaborare un piano per la disseminazione e lo sfruttamento dei risultati. Nel documento General Introduction relativo all’ultimo triennio di programmazione H2020, la Commissione spiega come intende illustrare con maggiore chiarezza, nei vari programmi di lavoro, quale sia l’impatto atteso per ogni topic, inserendo ad esempio indicazioni specifiche sugli attori da coinvolgere per massimizzarlo e opportuni indicatori per supportare sia la valutazione della proposta sia la valutazione ex post del progresso nel raggiungimento dell’impatto atteso.

Infine, prosegue il progetto pilota della Commissione riguardante il Programma di Lavoro EIC - European Innovation Council, che raggruppa alcuni strumenti di finanziamento già esistenti (SME Instrument, Fast Track to Innovation, FET Open, Inducement Prizes) per sostenere aziende molto ambiziose, che intendano rivoluzionare il mercato e superare lo stato dell’arte esistente proponendo un prodotto o un processo fortemente innovativo. Alcune novità dello SME Instrument riguardano in particolare  l’adozione di un approccio completamente bottom up per tutti i temi, ovvero il passaggio da 13 topic tematici ad un’unica competizione intersettoriale; l’aumento del peso ponderato del criterio dell’Impatto, che sarà portato al 50%, mentre gli altri due criteri - Eccellenza e Implementazione - avranno un peso del 25%; il coinvolgimento di maggiori valutatori scelti nel mondo dell’imprenditoria; l’introduzione di un secondo step di valutazione nella fase 2, ovvero un’intervista di circa 30 minuti, da sostenere a Bruxelles a seguito della valutazione da remoto, di fronte ad un nuovo pool di esperti, prevalentemente investitori privati, che valuteranno soprattutto la remunerabilità del progetto e, quindi, dell’investimento che l’azienda richiede alla Commissione.