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Elettra-Sincrotrone Trieste
2 Giugno 2026

Dentro le radici del pomodoro: nuove immagini per capire come agiscono i patogeni delle colture

Le malattie vascolari delle piante sono una minaccia concreta per la produttività agricola e la sicurezza delle filiere alimentari. Capire come un fungo patogeno entra nelle radici, attraversa i tessuti e compromette il sistema che trasporta acqua e nutrienti è il primo passo per immaginare strategie di controllo più efficaci. Il pomodoro è un caso riconoscibile da tutti; il problema, però, riguarda molte colture e molti territori.

Un gruppo di ricerca internazionale ha studiato Fusarium oxysporum, fungo responsabile di gravi malattie vascolari del pomodoro, usando la microtomografia a contrasto di fase con luce di sincrotrone alla beamline SYRMEP di Elettra. La tecnica ha ricostruito in tre dimensioni radici infette senza sezionarle: una differenza importante, perché conserva l’architettura naturale del campione e permette di osservare insieme anatomia, crescita del patogeno e danni al sistema vascolare.

Le immagini mostrano la proliferazione del fungo nel cilindro vascolare e la comparsa di embolismi, piccole cavità piene d’aria che ostacolano il trasporto interno della pianta. Ma il passaggio più sorprendente arriva dall’integrazione con microscopia a fluorescenza e analisi confocale: le ife, i sottili filamenti del fungo, possono ridurre il proprio diametro di oltre venti volte per attraversare spazi estremamente stretti. Non è soltanto un’invasione chimica dei tessuti: è anche una sfida meccanica, giocata negli interstizi della radice.

Il risultato non consegna una cura pronta per le colture. Rende però più leggibile il meccanismo che dovrebbe essere contrastato e indica dove cercare: nei passaggi con cui il patogeno entra, si adatta e altera la rete che nutre la pianta. È conoscenza utile per orientare studi successivi su difesa delle piante, fitopatologia e agricoltura più resiliente.

Per il Sistema Scientifico e dell’Innovazione del Friuli Venezia Giulia, questa ricerca mostra in modo concreto come una grande infrastruttura possa lavorare su una domanda molto terrestre: proteggere le colture. Attorno allo stesso campione si incontrano biologi vegetali, fitopatologi, specialisti di imaging e analisi dei dati. È così che un problema agricolo diventa una rete di competenze, con possibili connessioni verso filiere agroalimentari, agricoltura di precisione e bioeconomia.