Dalla rigenerazione del cuore alla progettazione di celle solari più efficienti: il Fondo Italiano per la Scienza (FIS) assegna ulteriori 3 milioni di euro a due ricerche di frontiera dell’Università di Trieste. Il finanziamento riguarda SOFTEN, dedicato a nuovi approcci per invertire la fibrosi e promuovere la rigenerazione del tessuto cardiaco, e A DIGITal twin for efficient solar CELLs, che svilupperà un “gemello digitale” capace di simulare una cella solare nella sua complessità e accelerare, in modo predittivo, la scoperta di nuovi materiali fotovoltaici.
Il FIS è un’iniziativa del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) che sostiene la ricerca di eccellenza sul modello dei programmi ERC europei, con linee competitive pensate per accompagnare il percorso delle ricercatrici e dei ricercatori in diverse fasi di carriera. I due finanziamenti ottenuti confermano la capacità di UniTS di produrre ricerca di frontiera e, al tempo stesso, di essere un punto di riferimento attrattivo per progetti ad alta competitività internazionale.
Il progetto SOFTEN – Reversal of cardiac fibrosis and promotion of tissue regeneration through controlled SOFTENing of the extracellular matrix milieu, coordinato da Pasquale Sacco del Dipartimento di Scienze della Vita, è finanziato con circa 1,65 milioni di euro e affronta una delle sfide più complesse della medicina contemporanea: dopo una lesione, il cuore umano adulto non è in grado di rigenerarsi efficacemente e tende a sviluppare fibrosi che ne compromette la funzione.
L’idea nasce da quanto osservato in specie come lo zebrafish, capace di rigenerare il cuore grazie a un temporaneo “ammorbidimento” della matrice extracellulare. SOFTEN mira a riprodurre e controllare questo comportamento con biomateriali progettati ad hoc, combinando chimica dei polimeri, progettazione di materiali e metodi di biologia cellulare e molecolare, per comprendere e indirizzare i meccanismi di riparazione del tessuto cardiaco.
Il progetto A DIGITal twin for efficient solar CELLs, finanziato con circa 1,33 milioni di euro, è guidato da Virginia Carnevali e per svilupparlo di trasferirà dall’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) al Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste.
Lo studio mira allo sviluppo di un digital twin di una cella solare, capace di simulare il dispositivo nella sua piena complessità fisica e strutturale e di diventare uno strumento predittivo sia per l’efficienza di conversione sia per la scoperta di nuovi materiali fotovoltaici. L’approccio integra simulazioni quantistiche, dinamica molecolare, metodi statistici e dati sperimentali, con l’obiettivo di avvicinare ricerca fondamentale e ingegneria dei dispositivi in un campo chiave per le energie rinnovabili.
La scelta di Trieste e del Dipartimento di Fisica, spiega la ricercatrice, si inserisce in un contesto di riconosciuta competenza internazionale nello sviluppo di codici e tecniche di simulazione per lo studio delle proprietà strutturali ed elettroniche dei materiali, con ulteriori opportunità di collaborazione legate anche a infrastrutture sperimentali di eccellenza presenti sul territorio e a una rete di collaborazioni scientifiche costruita a partire dal dottorato svolto proprio a Trieste.
I finanziamenti del Fondo Italiano per la Scienza dei progetti di Sacco e Carnevali si aggiungono ai tre già annunciati il 1° dicembre 2025, attribuiti a Paolo Fornasiero (2,3 milioni di euro) e Federico Rosei (1,9 milioni di euro) del Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche e a Matteo Marinelli (1,1 milioni di euro) del Dipartimento di Fisica. Nel complesso, in questa tornata, FIS ha selezionato cinque progetti UniTS che riceveranno fondi per 8.2 milioni di euro.
“Siamo molto soddisfatti per questi risultati – commenta la rettrice Donata Vianelli -. Il Fondo Italiano per la Scienza applica criteri particolarmente rigorosi nella valutazione dei progetti e il risultato ottenuto conferma la capacità dell’Università di Trieste di progettare ricerca in grado di attrarre finanziamenti e, in questo caso, anche capitale umano. I programmi selezionati testimoniano il nostro impegno su frontiere strategiche, come la ricerca biomedica e dei biomateriali per affrontare grandi sfide della salute e la modellistica avanzata dei materiali e dei dispositivi per le energie rinnovabili”.