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Università degli Studi di Trieste
23 Gennaio 2026

Economia del mare, UniTS presenta “Leap to blue”: quasi 3 mln in voucher per le PMI

Rafforzare la competitività delle PMI attraverso lo sviluppo di competenze strategiche, l’accesso a servizi qualificati e la costruzione di collaborazioni transfrontaliere lungo la filiera dell’economia del mare. Sono questi gli obiettivi di LEAP TO BLUE – Unleash the potential for joint transition in the blue economy, progetto del Programma Interreg Italia–Croazia 2021–2027 presentato oggi all’Università di Trieste, che è partner dell’iniziativa attraverso il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche (DEAMS).

L’Ateneo triestino partecipa al progetto all’interno di un partenariato guidato dall’Università di Zara (Lead partner) e composto anche da Unioncamere del Veneto, ARTI Puglia – Agenzia Regionale per la Tecnologia, il Trasferimento tecnologico e l’Innovazione, Università di Zagabria – FER e Croatian Chamber of Economy.

LEAP TO BLUE è un progetto OSI – Operation of Strategic Importance, cioè un’operazione di cooperazione transfrontaliera a valenza strategica individuata dal Programma Interreg Italia–Croazia 2021–2027 per rispondere a bisogni comuni dei territori che si affacciano sull’Adriatico con soluzioni condivise e ad alto impatto. Con una durata di 36 mesi fino a giugno 2028 e un budget complessivo di circa 6,1 milioni di euro, il progetto sostiene la doppia transizione digitale e verde delle imprese della blue economy attraverso un modello integrato che combina capacity building, cioè formazione e rafforzamento delle competenze e delle capacità organizzative, e matchmaking e networking, ovvero l’incontro tra domanda e offerta e la costruzione di reti di collaborazione tra imprese e attori dell’ecosistema dell’innovazione.

«L’Università di Trieste – spiega Rubina Romanello, docente di Economia e Gestione delle Imprese e responsabile scientifica del progetto per l’Ateneo – si focalizza in particolare su attività di upskilling, cioè il potenziamento delle competenze già presenti, e di reskilling, la riqualificazione verso nuove competenze, per sostenere lo sviluppo del capitale umano e favorire innovazione, sostenibilità e crescita».

«In qualità di capofila l’Università di Zara sarà il cuore scientifico del progetto – sostiene Andrea Vitlov dell’Università di Zara, communication manager di LEAP TO BLUE -. Il nostro obiettivo è tradurre i risultati della ricerca in soluzioni pratiche che aiutino a far crescere la blue economy, tutelando al contempo la salute del nostro ambiente. Ci auguriamo che il progetto possa diventare un modello per il futuro, dimostrando che successo economico e sostenibilità ambientale possano procedere di pari passo».

In quanto OSI, LEAP TO BLUE rientra tra i progetti più strutturati e finanziariamente rilevanti del Programma, realizzati da partenariati altamente qualificati e orientati a risultati concreti, come la sperimentazione di nuovi servizi e soluzioni e lo sviluppo di percorsi congiunti in settori strategici per l’area adriatica.

I sei partner del progetto definiranno un catalogo di servizi rivolto alle aziende: l’accesso sarà regolato da un sistema di voucher che saranno disponibili attraverso due call in programma rispettivamente nell’autunno 2026 e nell’estate 2027. I servizi che il progetto intende offrire alle PMI riguardano l’internazionalizzazione, l’offerta di alta formazione (su digitale e ESG) e aggiornamento delle competenze (upskilling) e la capacità di innovazione e trasferimento tecnologico, con l’obiettivo di accompagnare le imprese nelle transizioni in corso e rafforzarne la capacità di competere.

«LEAP TO BLUE – afferma Jelena Grancarić Milin, responsabile del Dipartimento di Trasferimento Tecnologico dell’Università di Zara – intende offrire alle PMI della blue economy, attraverso una combinazione di voucher e iniziative dedicate, un accesso rapido a competenze specialistiche, capacità e partnership transfrontaliere in grado di promuovere innovazione e crescita dei mercati».

«Il progetto – riprende Romanello – dispone infatti di quasi tre milioni di euro destinati al finanziamento di 162 voucher, per servizi di valore medio pari a 18 mila euro per impresa. L’Università di Trieste potrà stanziare oltre 400 mila euro per sostenere percorsi di formazione e sviluppo di competenze in chiave digitale e ambientale».
I voucher saranno assegnati a coppie di imprese composte da un’azienda italiana e da una croata, con l’obiettivo di attivare 81 partnership transfrontaliere e favorire collaborazioni stabili lungo la filiera adriatica della blue economy. I servizi finanziati saranno erogati gratuitamente alle imprese, nel rispetto del quadro regolatorio applicabile, compreso quello relativo agli aiuti di Stato, secondo le modalità previste dal Programma.

Dopo la presentazione ufficiale alla stampa, l’Università di Trieste ospita nel pomeriggio il workshop regionale “LEAP TO BLUE: Opportunità e Servizi per le PMI nella Blue Economy” per approfondire strumenti, servizi e opportunità del progetto e contribuire alla definizione di un’offerta realmente coerente con i bisogni delle imprese.

L’appuntamento è rivolto al target del progetto: le piccole e medie imprese attive nei settori dell’economia del mare e gli attori della formazione, della ricerca e del supporto all’innovazione. «Il workshop – chiarisce Guido Bortoluzzi, prorettore ai rapporti con le imprese e il territorio, Università di Trieste – è pensato per mettere a confronto PMI e stakeholder del territorio e raccogliere feedback attivi utili a definire un catalogo di servizi adeguato alle necessità delle aziende, sia nei contenuti sia nelle modalità di accesso».

L’incontro ha in programma anche una sessione di approfondimento dedicata alle principali sfide per le PMI con gli interventi tra gli altri di Francesco Venier, docente UniTS e MiB ed esperto di innovazione organizzativa, Carlo Poloni docente UNITS e Presidente di ESTECO, Luca Braidotti, docente UniTS e CEO di Sipeom Srl, e Bostjan Lozer, advisor strategico su modelli di business.